Le origini dei canottaggio livornese, risalgono alla seconda
metà dei secolo scorso; nel 1876 era sorta l'Alfredo Cappellini, nel
1895 il Club Nautico Il Remo, e nel 1908 il Club Nautico Livorno, che
aveva la sede proprio nelle stesse cantine ove oggi si trova l'Unione
Canottieri Livornesi. Queste tre società, nonostante alcune brillanti
affermazioni in campo nazionale, incontra- vano non poche difficoltà
nel portare avanti l'attività sportiva, fu così che nel 191 5 si fusero
la Cappellini e il Remo, e nel 1 91 9 si unisce loro il Club Nautico
Livorno. E' quindi da questa triplice fusione, operazione della quale
fu tenace promotore Gino Benini, presidente del C.N. Livorno che nasce
nel 1 91 9 l'Unione Canottieri Livornesi, purtroppo non si conosce con
certezza la data, solo il periodo, i primi dei mese di dicembre. Come
colori sociali fu scelto il blu con banda bianca, sede sportiva le
cantine degli Scali D'Azeglio. Presidente viene eletto il Comm. Gino
Benini, vice presidente Vincenzo Razzauti, direttore di voga Carlino
Mazzanti. Lo sport dei canottaggio ben si addice al carattere dei
livornesi, guascone e irridente, smargiasso generoso, combattivo, e
infatti la società inizia subito bene, nel 1920 e nel 1921 viene vinto
il titolo italiano nel 4jole e nel 1925 quello nel 2jole. I DUE MORI -
Il 2 jole del 1925 è formato dai fratelli PierLuigi e Renzo Vestrini,
"i due mori", un equipaggio che in pochi anni entra nella storia dei
canottaggio: nel 1926 sono secondi ai campionati europei, nel 1927
vincono due titoli italiani nello stesso giorno, alterando il "due con
"e il "due senza", ripetendo l'impresa a pochi giorni di distanza nei
campionati europei. Nel 1928 partecipano alle olimpiadi, ove sono però
eliminati in semifinale per un malore dei capo- voga, vincono però il
titolo italiano nel "2 con", impresa che ripetono nel 1929. In appena 4
anni portano in società 3 titoli europei e 4 italiani. Con i Vestrini
si affaccia alla notorietà Cesare Milani, il loro timoniere del "2
con", che tanti allori raccoglierà al timone degli Scarranzoni.
GLI SCARRONZONI
- Nel 1928, Carlo Mazzanti forma ed allena un 8 jole con Cioni,
Garzelli, Del Bimbo Guglielmo, Del Bimbo Mario, Barsotti, Nenci,
Favilla, Tognaccini, al timone Mario Ghiozzi; sono nati gli
Scarronzoni. Sotto questo nome, che andrà a tutte le formazioni che si
alterneranno sull'otto, vengono vinti dal 1928 al 1941: 12 titoli
italiani, due titoli europei (nel 1929 a Bydgoszcz in polonia, e 1937
ad Amsterdam), due medaglie d'argento alle olimpiadi di Los Angeles nel
1932 e Berlino 1936, tre secondi posti agli europei dei 1930,
1931,1933, e un terzo nel 1938, tre secondi posti ai campionati
italiani del 1934,1942,1947. Gli Scarronzoni fanno parte della leggenda
del canottaggio italiano, nessuno potrà scordare gli arrivi di Los
Angeles e Berlino, come i loro ,.serrate", il loro stile inimitabile
fatto di forza e elasticità. Questi i loro nomi: Mario Balleri, Renato
Barbieri, Renato Bracci, Dino Barsotti, Guglielmo Del Bimbo, Alberto
Bonciani, Vittorio Cioni, Mario Checcacci, Eugenio Nenci, Cesare Milani
(timoniere), Giovanni Persico, Dante Secchi, Roberto Vestrini, Enrico
Garzelli, Oreste Grossi, Enzo Bartolini, Ottorino Quaglierini, Dario
Lavoratori, Antonio Colonnacchi, Ottorino Godini, Corrado Neri, Pio
Manteri, Mario Magherini, Enzo Favilla, Renato Tognaccini, Mario Dei
Bimbo, Raffaele Cioni, Dino Cecchi, Canzio Vivaldi, i fratelli Marino e
Pescino Pescia, Malacarne, e il loro maestro Mario Ghiozzi che sarà
anche Commissario Tecnico Unico del canottaggio Italiano. In
quell'epoca memorabile, la società conquistò altri titoli italiani, nel
1936 con il 2 senza, nel 1929 e nel 1934 nell'otto jole e poi tante
altre vittorie in regate nazionali e internazionali.
IL DOPO GUERRA - Con il 1941 si chiude un periodo irripetibile: due medaglie d'argento alle olimpiadi, cinque titoli europei, 24 titoli italiani. Nel 1946, dopo gli eventi bellici, si riapre la sede, vengono sostituite le barche, si riprende a vogare, si cercherà di formare un nuovo otto, senza però riuscire a centra re i risultati di una volta. Nel 1949 tuttavia un nuovo otto vince il Campionato Italiano del Mare ed il titolo junior, nel 1959, un altro otto vince il titolo junior. Dopo la scomparsa di Mario Ghiozzi e Cesare Milani, agli allenamenti degli equipaggi si avvicendano Secchi, Persico, Unico Marconcini, Canzio Vivaldi, Alvaro Rossetti, al timone è passato Elio Langella.
Si arriva al 1963, un anno importante per la storia della società, nasce infatti una nuova sezione dedicata alla specialità della canoa. Pian piano, tra molte perplessità e scetticismo, i due allenatori Vincenzo Raveggi e Claudio Kamisky, preparano gli equipaggi che a partire dal 1964 andranno ad imporsi in campo nazionale. Nei primi 15 anni di attività sono ben 1 9 i titoli italiani tra junior e senior, vinti dagli equipaggi biancoazzurri dei quali fanno parte: Renzo Kamisky, Paolo Bruno, Paolo Malacarne, Emilio Bardi, Nedo Scardigli, Franco Perullo, Piero Palagi, Alberto Ughi, Paolo Lepori, Pierduilio Puccetti. A partire dagli anni 70, i canoisti livornesi cominciano ad affacciarsi sullo scenario delle competizioni internazionali più importanti come i campionati mondiali e i giochi olimpici, dove spicca il quarto posto ottenuto da Alberto Ughi nel K4.
ANCORA IL CANOTTAGGIO
ALLA RIBALTA - Anche il canottaggio, dopo un periodo di
appannamento trova nuova linfa; in campo nazionale gli equipaggi
dell'Unione Canottieri Livornesi conquistano vari titoli: nel doppio
(1973,74,76,77) nel singolo, (1976), e nel quadruplo (1976). Principali
protagonisti Fabrizio Biondi e Silvio Ferrini, che parteciperanno anche
ai campionati mondiali e alle Olimpiadi